L’ultima volta che sono entrato in una cabina elettorale ne sono uscito con la scheda bianca. Non per pigrizia e non per cinismo, visto che ho votato per trent’anni, con la cura di chi ha paura di sbagliare il nome del candidato. Sono uscito con la scheda bianca perché avevo capito una cosa sgradevole, cioè che ogni voto dato senza convinzione è un’approvazione, un accordo firmato a occhi chiusi. Io stavo firmando da trent’anni.
So già cosa stai pensando, perché l’ho pensato anch’io: così regali il Paese ai peggiori. Ma i peggiori li favoriamo da decenni, accettando che l’unica scelta possibile sia tra varianti dello stesso declino. Il nostro voto è il carburante del sistema, e chi governa lo sa meglio di noi, per questo ogni cinque anni ci chiede di fare il pieno.
Chiudere il rubinetto funziona, ed è già successo. In Bangladesh, nel 1996, centoquarantasette deputati si dimisero chiedendo elezioni sotto un governo neutrale di transizione. Il partito al potere votò da solo e conquistò 278 seggi su 300, ma alle urne si presentò il 21% degli elettori. Quel governo durò dodici giorni, e poche settimane dopo il Parlamento riscriveva la Costituzione.
Un potere può reprimere una piazza. Non può governare un vuoto.
Perciò dieci condizioni, scritte e misurabili. Un’opzione «Nessuno dei presenti» con conseguenze reali. Il denaro politico pubblicato entro quarantotto ore. Un’autorità anticorruzione indipendente. Spazi di parola equi e archivi aperti della pubblicità politica. Un voto verificabile da chiunque. Candidature aperte. Assemblee di cittadini con risposta obbligata. Revoca degli eletti. Conflitti d’interesse impossibili. Dati pubblici accessibili, con sanzioni per chi tace. Nessuna di queste è un’invenzione: ciascuna esiste già, in qualche forma, in qualche parte del mondo.
Manca ancora la cosa più difficile, e non fingo il contrario: un luogo dove quel NO si dichiari, si conti e si pubblichi. Finché non esisterà, la nostra assenza resterà indistinguibile dal silenzio.
Il giorno in cui quelle dieci condizioni saranno legge, torneremo a votare. Non un giorno più tardi.
Il consenso si merita.
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Chi c’è dietro
Una persona sola, Cristiano Gentili. Non c’è un partito, non c’è un’organizzazione, non c’è un’iscrizione e non c’è nulla da firmare. Scrivi a [email protected].